Photo by © Mauro Grigollo 2015

Esploratore Desertico Estremo

Max Calderan  - Biografia e Esplorazioni -

Quando raggiungi il limite hai due scelte: rinunciare ai tuoi obiettivi o rinunciare al pensiero che questo limite esista

Entriamo nei pensieri di questo specialista in esplorazioni estreme nel deserto e scopriamo a sorpresa un temerario avventuriero che potrebbe fare apparire una cosa da nulla la conquista dell’Everest da parte di Sir Edmund Hillary o la passeggiata lunare di Neil Armstrong.

 

Max Calderan è un nome familiare nella penisola araba. Sulla sua persona sono stati scritti innumerevoli articoli e l’emittente qatarina Al Jazeera gli ha dedicato nel 2014 uno speciale documentario trasmesso in tutto il mondo. È stato ricevuto da presidenti, ministri e autorità di spicco del mondo arabo. Giornali e televisioni internazionali hanno dato spazio alle sue imprese e alle sue sfide nei confronti dei presunti limiti della fisiologia umana, in un territorio dove anche i beduini e i pastori fermano le loro attività a causa del caldo eccessivo.

 

La tecnologia serve, dice Max, ma quando si arriva al dunque si prega e si invoca l’aiuto di Dio, non certo quello del paio di scarpe che indossi. «Io non voglio morire ma mi sento pronto, se ciò dovesse accadere. Potrebbe essere il prezzo da pagare per fare qualcosa che nessun uomo ha mai anche solo pensato di fare perché a priori ritenuta impossibile: andare dove mai presenza umana a memoria d’uomo è passata prima, per scoprire che non esistono limiti che non possiamo superare».

Le sue imprese sono un continuo abbraccio con il punto di non ritorno.

Febbre oltre i 41 gradi, pressione sanguigna a 70 su 30 (Max Calderan non prevede assistenza medica e si automonitora tutti i parametri). D’altronde, è un esploratore estremo, specialista in terreni desertici con una filosofia che non lascia spazio ad alcun dubbio. Il suo progetto, infatti, si chiama “Ridefinire l’Estremo” ed è l’unico uomo al mondo in grado di affrontare i deserti anche in piena estate, quando le temperature sono ai massimi livelli mondiali , con le seguenti modalità:

 

• autosufficienza alimentare e idrica

• senza aiuti esterni di alcun genere

• senza assistenza medica o tecnica

• senza soste (giorno e notte)

• esecuzione di microcicli di sonno

• senza seguire tracce, strade o sentieri precedentemente percorsi da altri  esseri  umani

• anche in piena estate (+ 58 gradi) 

 

«Volevo fare qualcosa che nessun uomo aveva mai fatto, passare dove nessuno era mai passato, compiere delle imprese che nessuno per molto tempo, o forse mai, avrebbe potuto ripetere. Volevo spostare il limite assoluto per dire alle persone: anche tu puoi, perché nessuno può fermare i tuoi sogni. Tu sei molto più forte e potente di quello che pensi e credi, indossando abiti che non ti appartengono”.

Alcune tra le più importanti imprese (prime mondiali) realizzate da Max Calderan si sono svolte in piena estate. Ecco un breve riassunto.

Aprile 2006: Qatar. Ha percorso la diagonale più lunga, dal confine con l’Arabia Saudita fino al Golfo Persico: 202 chilometri non stop in 38 ore.

Gennaio 2007: Oman. E' il primo uomo al mondo ad avere percorso i 437 chilometri sulla linea ideale del tropico del Cancro, dal confine con gli Emirati Arabi fino al golfo omanita , in 90 ore e 20 minuti.

 

Agosto 2007: Oman. E' il primo uomo al mondo in grado di percorrere 200 chilometri in 48 ore in piena estate (+56 °C), quando anche gli stessi beduini si sono fermati per il caldo eccessivo. Erano le Ramlat (sabbie) Wahiba.

 

Agosto 2008 : Oman. Raddoppio estivo sulle Sharqiya Sands con 360 chilometri percorsi in 75 ore totali. Punte di caldo fino a 58 gradi. Lo ha percorso completamente, da Est a Ovest e da Nord a Sud , in due sessioni separate, la seconda rimanendo senz’acqua per 22 ore durante 160 chilometri. Beduini increduli nel vedere Max Calderan sparire e riapparire inghiottito dalle sabbie infuocate.

 

Maggio 2009: Palestina-Sinai. 315 km totali, un doppio estremo, un deserto dell’animo umano e un deserto di biblica memoria, per portare un forte messaggio di pace e collaborazione tra i popoli, la Run for Love. Parte da Ramallah (Cisgiordania), dopo l’incontro ufficiale con il Presidente palestinese Abu Mazen e attraversa Gerusalemme fino al confine con Gaza, 105 km. A un posto di blocco israeliano (Khalandia Check Point) Max Calderan prova cosa significa trovarsi un mitra puntato addosso pronto a fare fuoco. A seguire, dopo un breve trasferimento, percorre il deserto del Sinai in Egitto, altri 210 km, in cui apre una via nuova di accesso tra lo stupore delle tribù beduine. Questa impresa è stata trascritta nel Libro Sacro del Canun, custodito nel monastero di Santa Caterina, ai piedi del monte Sinai.

Agosto 2009 : Yemen. Tentativo di percorrere 450 chilometri nel deserto Sabataiyn ma 12 ore prima di mettersi in viaggio vengono arrestati, proprio nel punto in cui doveva arrivare, alcuni presunti terroristi legati ad al Qaeda. Max Calderan è quindi costretto a posticipare la partenza a date più sicure.

 

Agosto 2010: Penisola del Sinai in Egitto. Deserto del Tih 154 km in poco più di 25 ore da sud a nord. Nell’altipiano vivono ancora dei beduini che non hanno mai visto il mare e la pioggia.

 

Dicembre 2010 : Penisola del Sinai in Egitto. Da Abu Zenima sul Mar Rosso a Santa Caterina ai piedi del Monte Sinai 148 km in 23 ore e 50 minuti. Max Calderan ripercorre un tratto dell’ esodo biblico di Mosè. Il team che doveva attenderlo ad un check point predefinito, non lo vede arrivare e comincia  le ricerche. Si scopre in seguito che era già transitato ore prima superando senza deviazioni una porzione di gole/labirinto ad un ritmo di corsa impressionante.

 

Agosto 2011: Emirati Arabi Uniti , ai confini con l’Arabia Saudita, vicino alla storica Oasi di Liwa. Max Calderan spinge il proprio corpo a resistere senza bere e mangiare per 24 , 36 e 48 ore percorrendo fino a 200 km senza soste le sabbie che in superficie superano la temperatura infuocata di 74 gradi centigradi.

 

Agosto 2012: Egitto Coast to Coast Sinai Desert. 250 km in 48 ore, dal Golfo di Suez a quello di Aqaba seguito dalle telecamere di Al Jazeera porta a termine l’ennesima impresa osservando il Ramadan e quindi in privazione di acqua e cibo dall’alba al tramonto. Viene prodotto un documentario che verrà trasmesso in tutto il mondo, per ben dieci giorni l’impresa di Max Calderan è posizionata nella home page di Al Jazeera tra le notizie di prima pagina di rilievo internazionale.

Dicembre 2012 : Arabia Saudita. Primo tentativo ufficiale di attraversare l’Empty Quarter. Partito da Najran ai confini con lo Yemen, Max Calderan interrompe dopo soli 270 km la sua impresa a causa di una tempesta di sabbia estremamente aggressiva. Un auto viene sommersa dalla sabbia (le dune si spostavano fino a 80 metri in 24 ore ).

 

Dirà in seguito:  ‘‘ ..in quei momenti mangi sabbia, respiri sabbia, sputi sabbia.. “

 

Giugno 2013:  Jesolo, Italia.  77mila scalini in 24 ore, ininterrottamente, senza sosta per raccogliere fondi per un evento benefico. 14 scalini a salire, 3 metri di rampa orizzontale e 14 scalini a scendere. 130.000 passi per 15.500 metri di dislivello totale. Inarrestabile.

 

Non si dà mai per vinto, Max Calderan. Lui crede. fortissimamente crede. Crede che si possa cambiare quello che definiamo mondo, inteso come il nostro mondo, quello che creiamo attorno a noi per cercare di essere felici e appagati. Le sue corse si sono trasformate in messaggio che scrive sulle sabbie, con le sue orme, passo dopo passo.

 

Il progetto “Ridefinire l’Estremo” è, per Max Calderan, la via per riportare l’uomo alle proprie origini, quando percorreva solitario centinaia e centinaia di chilometri, con poco cibo e poca acqua, attraversando luoghi inesplorati, quando, già Homo Sapiens, dormiva probabilmente per brevi periodi di tempo per il timore di essere sbranato da una belva.

 

In quest’ottica, il progetto, iniziato nel 2006, si chiuderà con un’impresa che colmerà l’ultimo vuoto nella storia delle esplorazioni in superficie, tentando di attraversare l’ultimo luogo ampiamente  inesplorato del nostro pianeta, fatto di sola sabbia e incognite, dove gli stessi beduini, anche con una guida esperta, non si spingono, perché è temuto a tal punto che i loro stessi cammelli non vogliono entrarvi, gli uccelli migratori deviano il loro percorso e le compagnie petrolifere non riescono ad accedervi completamente.

È il deserto dell’Empty Quarter (Rub Al-Khali), in Arabia Saudita (1200 km di percorrenza totale), già tentato nel 2012, il più grande deserto di sabbia del mondo. Lo attraverserà nella sua parte centrale, unendo i due punti più estremi.

 

Dice Max Calderan : «È qui il segreto della Vita. Da qui l’uomo ha cominciato a muoversi nel mondo. E questo è, non a caso, l’unico luogo della Terra totalmente privo di contaminazione umana».

Il suo rapporto con la morte la dice lunga sull’equilibrio emozionale raggiunto, perché alla domanda «Se percepirai che la morte è imminente, cosa farai?», risponde candidamente: «Sicuramente non mi dispererò. Semplicemente mi spoglierò completamente e le andrò incontro abbracciandola così come viene…».

 

Questa sicurezza e serenità nella gestione delle difficoltà nascono in lui ancora adolescente e già atleta estremo nell’arrampicata sportiva e nello sci-alpinismo estremo.

Il suo percorso lo vede insignito della Medaglia al Valore Civile dal Presidente della Repubblica, vincitore dei campionati nazionali militari di Pentathlon e laureato in Scienze Motorie con il massimo dei voti, nel settembre del 2015 viene nominato dalle Nazioni unite ambasciatore nell'ambito del progetto CACP – Convervation of asiatic cheetah project.

 

E' stato manager di una multinazionale farmaceutica, trainer di formazione e imprenditore e ha superato, nella vita privata, periodi estremamente difficili sia nel lavoro che negli affetti. «Mi permetto di fare delle osservazioni perché parlo di esperienze, anche drammatiche, vissute in prima persona: invece di fermarmi a piangere e a disperarmi, le ho trasformate in opportunità per mettere alla prova me stesso, senza dover ringraziare nessuno, se non Dio.”

 

‹‹Questo è ora il mio obiettivo: rendere consapevoli quante più persone possibili della loro grandezza e del loro enorme potenziale inespresso, da sviluppare utilizzando tutti gli strumenti che la tecnologia e il buon senso ci mettono a disposizione. E prima ancora utilizzando noi stessi. Chiediamoci cosa stiamo facendo per migliorare il mondo, per combattere il male e le ingiustizie che ci sovrastano. Miglioriamo prima noi stessi, anche il mondo ne trarrà beneficio. Non sono un sognatore, sono uno che crede! Non sono pazzo perché attraverso in solitaria deserti inesplorati.

Pazzi sono coloro che non fanno nulla per cambiare il mondo, cioè se stessi, lamentandosi e scaricando agli altri responsabilità proprie. Pazzi sono coloro che sono solo capaci di aspettare senza mettersi in discussione».

 

The Extreme Desert Explorer 

 

Max Calderan attraversa deserti  con  queste modalita'

 

-SENZA SOSTE

-IN PRIVAZIONE DI SONNO PER LA SICUREZZA

-SENZA ASSISTENZA MEDICA

-APRENDO NUOVI ITINERARI RITENUTI NON PERCORRIBILI IN    AUTO , QUAD, CAMMELLO O A PIEDI

-IN AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE E IDRICA

-COMPLETAMENTE SOLO

 

Tra le sue  12 esplorazioni record ( Prime Mondiali ) :

 

-Ha percorso 437 km  in 90 ore senza soste in Oman seguendo la linea ideale del Tropico del Cancro.

-Ha percorso 360 km in 75 ore attraverso i deserti dell'Oman in piena estate con temperature +58 C.

-Ha percorso in EGITTO 148 km in 23 h  aprendo una pista nuova utilizzata oggi dai beduini.

-Ha percorso in EGITTO 250 km in 49 h, osservando il digiuno durante il Ramadan 2013 seguito dalle telecamere di  Al jazeera Documentary. 

-Ha corso 100 km in 24 h senza bere e senza mangiare del tutto nel deserto di Liwa in Emirati Arabi Uniti con temperature di +55 C in estate.

-Ha percorso 365 km in 128 ore senza soste in Emirati Arabi seguendo la linea ideale delTropico del Cancro

E molte altre esplorazione estreme nella fascia Sahariana e in Medio Oriente

MAX CALDERAN - OFFICIAL VIDEO 2015

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Sport & Mental Trainer - Speaker - Autore - Opinionista - Esploratore Estremo 

Max Calderan, detentore di 11 record mondiali, mental coach e sport trainer, sfida in solitaria i deserti più impraticabili raggiungendo traguardi incredibili e scientificamente inspiegabili. Ciò che gli ha permesso di ottenere questi risultati eccezionali sono stati allenamenti intensi, investimento di tempo ed energia, spirito di sacrificio e la convinzione che niente possa limitare il nostro potenziale che deve essere valorizzato e sfruttato .

 

Max nasce in Italia a Portogruaro, un paese in provincia di Venezia, il 1 luglio del 1967.

 

Bambino vivace e attento sperimentatore, intraprende giovanissimo il percorso di atleta poliedrico affacciandosi con successo da prima all'arrampicata e lo sci estremo e raggiungendo in seguito riconosciuti livelli di performance in oltre 15 discipline sportive.

 

Vincitore nazionale del Pentathlon militare e insignito della medaglia al valore civile, nel 1988 inizia la sua carriera di trainer contemporanea a quella di insegnante di psicomotricità secondo i metodi della scuola francese.

 

Si dedica allo studio dei meccanismi che regolano le reazioni del corpo umano agli stimoli esterni e mentali sviluppando negli anni in collaborazione con un laboratorio genetico all'avanguardia in Europa, un test genomico che ad oggi permette di rivoluzionare il concetto di prevenzione/ottenimento risultati.

 

I suoi studi vantano una pubblicazione sulla rivista scientifica “The Journal of Sports Medicine and Physical Fitness”.

 

Laureato in Scienze motorie con 110 e lode, sport trainer e mental coach, ha formato dal 1989 (anno di inizio della sua attività professionale) centinaia di atleti portandoli a realizzare gli obiettivi sportivi desiderati nonché numerose persone in cerca di un miglioramento della propria forma fisica o del proprio atteggiamento mentale.

 

Ha lavorato per quasi vent' anni ricoprendo ruoli manageriali presso importanti aziende farmaceutiche, periodo nel quale ha approfondito le sue ricerche in due settori che lo hanno sempre affascinato: la privazione del sonno e i meccanismi di difesa che regolano l' emozione della paura.

 

Nel 2014 il canale Al Jazeera produce un documentario a diffusione mondiale sulle imprese dell'atleta che nel settembre del 2015 viene nominato dalle Nazioni Unite ambasciatore nell'ambito del progetto CACP.

Fondatore della Desert Academy (www.desert.academy), svolge le sue attività di consulenza sportiva e professionale in Emirati Arabi Uniti (www.dubaisport.coach)

Unico uomo al mondo in grado di sopravvivere nel deserto in perfetta solitudine, in autosufficienza alimentare, senza assistenza medica, dormendo solo tramite micro cicli di sonno e a temperature che possono superare i 58 °C. La Medicina ancora non è in grado di spiegare scientificamente ai suoi risultati (come riportiamo in una tratto dell’intervista).

 

Tra le sue esplorazioni record spiccano le 90 ore percorse senza soste per 437 km in Oman seguendo la linea ideale del Tropico del Cancro, i 360 km in 75 ore attraverso gli Emirati Arabi Uniti durante l' estate con temperature prossime ai 60°, i 120 km percorsi in 24 ore con temperature sabbia a 74° e aria a 58° a luglio 2013, in totale privazione di acqua e cibo.

 

A Marzo 2016 , primo uomo al mondo ad attraversare la lone ideale del Tropico del Cancro in Emirati Arabi, 365 km in 128 ore, definita da Max come la più dura ed estrema esplorazione mai realizzata prima.

 

In queste parole una delle sue linee guida: “Ho sempre fatto sport estremo: sci estremo, alpinismo estremo, arrampicate senza corde quando ancora eravamo in pochi a farle. La paura è uno strumento di controllo. La paura ti condiziona la vita: per paura di qualcosa, non faccio questo. Tutto quello che trovo come emozione positiva, lo faccio”.

 

E ancora:

 

“Ciò che faccio è diventato un pretesto per cercare di fornire degli strumenti utili per migliorare la vita delle persone, essere fonte di ispirazione affinché qualcuna possa beneficiarne per trovare la propria strada nella direzione del risultato, per togliere i condizionamenti e cercare di raggiungere la felicità seguendo la starda del cuore".

 

Il pensiero di Max Calderan abbraccia i lati profondi dell'essere umano.

 

''La vita senza amore è per me come un deserto senza sabbia. Non vale la pena di essere percorso.

Se li sentite davvero vostri, non rinunciate ai sogni, non rinunciate ai vostri obiettivi, non rinunciate ad essere voi stessi.

Che sia nella vita, nel lavoro, nell'amore o nello sport, liberatevi delle interferenze che vi privano di questa possibilità.

Mettete in discussione tutto se necessario e siate responsabili della vostra vita.

 

E per ognuno la propria.

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Fare 

Essere sè stessi sempre

Non siamo una media statistica

Non fare

Non seguire i pensieri di altre

persone per raggiungere i propri obiettivi

​3 ORE DI SONNO AL GIORNO

Le  mie esplorazioni desertiche  a piedi sono effettuate senza mai fermarsi e mai dormire, giorno e notte. Utilizzo 5 minuti di microcicli di sonno  ( anche camminando!) ripetuti a  richiesta del mio corpo e sono in grado di coprire più di 360 km sulle dune di sabbia in 75 ore, anche in piena estate.  Nella vita ordinaria dormo 3/4 ore al giorno. Il segreto? Non ho  mai creduto nella mia vita a tutto quello che viene scritto in un libro di medicina perchè è lo standard per miliardi di persone, e sono sempre stato convinto che ognuno di noi è in grado di trovare il proprio metodo per andare oltre il limite. Perché ognuno di noi è UNO e  non una MEDIA. Uno dei metodi che mi consentono di svolgere le mie imprese legate anche alla sfera emotiva e all' impegno fisico abnorme, da controllare con lucida consapevolezza, è la giusta gestione della privazione del sonno. Utilizzo una mia tecnica di sonno primordiale che riporta l'uomo a quando, nel grembo materno, dormiva il necessario.Ho creato questo metodo rivoluzionario, senza seguire gli studi precedenti, implementando microcicli di sonno che assecondano le esigenze fisiologiche innate legate a un meccanismo inconscio, l'unico modo per ottenere un migliore equilibrio sonno-veglia in termini di prestazioni. Questo modo di dormire è stato progettato in combinazione con una dieta a base di piccoli ma frequenti pasti e povera di carboidrati. Varie metodiche sono state utilizzate anche da Leonardo da Vinci, Winston Churchill, Napoleone. Ma il metodo che  ho creato è completamente differente e molto efficace.Oggi, dirigenti, medici e sportivi possono guadagnare preziose ore di vita per raggiungere una maggiore energia, potenza e ricettività.

DIETA

Può sembra strano, ma non mangio carboidrati. A volte uno o due biscotti una piccolissima quantità di frutta (mirtilli, ananas, cocco) e verdure (cetrioli, rucola, sedano).

Tonnellate di mandorle, noci. Pesce e uova, olio d'oliva e burro. latte o formaggio a volte. Latte di cammella quando possibile. Saltuariamente yogurt  Non mi piacciono dolci e  torte, non mi  piace consumare  pasti completi. Mangio generalmente solo quando ho fame e senza orari fissi, e solo ciò che sento in quel momento  giusto per me.

 

ACQUA

Il mio allenamento preferito quando ho poco tempo, è quello di coprire 100 km in meno di 24 ore tra le dune di Liwa Oasis senza bere, senza mangiare e dormire, anche in luglio o agosto ..

L'acqua potabile è, ovviamente, importante ma la bevo nella mia vita normale solo quando ho sete..

Non mi piace riempire lo stomaco di acqua per poi correre in bagno 20 volte al giorno..

Andare oltre i limiti, in modo consapevole è molto divertente e, soprattutto, apre la mente ad un nuovo modo di prendersi cura di noi stessi.

 

INTEGRATORI

Non uso nessun tipo di integratore, o sali minerali, o cibi miracolosi. Semplicemente seguo il mio "sentire" e quello che faccio è stato confermato dalle analisi del mio DNA.   Suggerisco a tutti di sottoporsi ad un test genomico specializzato per lo sport e la buona gestione della vita ordinaria.  In ogni caso, dopo un test dna, consiglierei di  assumere immunostimolanti  e glutatione contenuti naturalmente in funghi e vegetali 

​​LA PAURA NON ESISTE

La paura è un'emozione dominata dall'istinto che mira alla nostra sopravvivenza al pericolo.

La natura ha creato un punto di rottura dalle emozioni comuni ogni volta che c'è una possibile minaccia per la nostra sicurezza e di solito è accompagnato da un aumento della frequenza cardiaca e dalla variazione di principali funzioni fisiologiche con carattere "difensivo".

Il condizionamento sociale e culturale, cerca di soddisfare le aspettative del contesto affettivo, professionale e familiare.

La paura non è più così innescata dalla percezione di un pericolo reale, ma dal timore di non realizzare un' aspettativa o che questa possa essere negativa all'interno della nostra vita, anche in assenza di pericoli oggettivi.

Non agisco per paura di sbagliare, non mi piace per paura di soffrire, non cambio per paura dell' incerto, non mi espongo per per paura del giudizio, ecc.

In questo senso, la paura perde la sua funzione primaria, legata alla conservazione naturale della specie e invece diventa espressione di disagio mentale, spirituale e corporeo.

Questa situazione diventa l'ambiente ideale per la creazione di limitazioni inutili, fobie e condizionamenti in netto contrasto con la nostra natura perfetta. Ho letteralmente dissolto la paura e ha conquistato la  libertà sin da bambino vivendo nella natura e nei boschi a contatto con gli animali.

Ad oggi, attraverso una esplorazione sensoriale continua, al di fuori di ogni schema, ho portato  diverse persone in contatto con la parte più profonda di loro stessi, portandole ad affrontare le loro paure per rendersi conto che, in realtà, la paura, non è mai esistita...

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